CHEICKNE CAMARA. IN ITALIA PER RINASCERE.

CHEICKNE CAMARA. IN ITALIA PER RINASCERE.

Vita, morte, rinascita. Attimi che scorrono ed annunciano tragedie, istanti che regalano serenità. Il ciclo della vita compie lunghi giri dove spesso veniamo sballottati violentemente a terra, come degli esseri indifesi  privi di forza e che non riescono ad opporsi alle intemperie dell’esistenza. Ma ci sono quelle situazioni magiche, dove gioia e contentezza si mescolano con allegria e colore al ricevimento di una bella notizia. E la lieta novella ci rinvigorisce e rende più forti. E sono quelle circostanze che dovrebbero guidarci anche nei momenti bui. Se solamente ci ricordassimo di quando siamo stati felici l’ultima volta.
A me è capitato due giorni fa,  quando il mio amico Cheickne, nickname “Check”, ha chiamato per dirmi che il tribunale di Torino si era espresso positivamente sulla sua richiesta di ottenere il permesso umanitario.
E lui si è meritata fino in fondo questa possibilità. Ha lottato per restare in Italia e lo ha fatto con grande determinazione, umiltà, intelligenza e tantissima forza di volontà. Quella di un lavoratore instancabile ed uno studente modello dal carattere amabile.
Non racconterò la sua storia, per delicatezza e rispetto di momenti molto difficili che lui ha dovuto patire in questi anni. Spettri che pian piano si stanno allontanando dalla sua vita reale,  anche se ahimè rimarranno sepolti per sempre nel suo cuore.
Mi ricordo quando mi ha raccontato di avere visto per la prima volta nella sua vita la neve: è stato l’anno scorso nel Biellese, dove ha patito anche il freddo. Ora, che vive in un paesino sopra Biella, il gelo non se lo sente più addosso. Quel gelo per il distacco dalle persone care, per la lontananza dal suo Mali, si è un po’ sciolto grazie all’affetto di tanta gente che lo ha conosciuto e lo ha amato fin da subito. Per quella eleganza ed educazioni innate. E quel suo radioso sorriso perenne.
E’ divertente camminare per Biella in compagnia di Check: molte persone lo salutano, si fermano a parlare, gli danno appuntamento per una volta successiva e lo abbracciano. A volte conosce più gente di me. E poi quando esce sembra vestito come un “piccolo principe”. E’ un po’ vanitoso ed io glielo dico sempre !! Pochi giorni fa indossava una giacchetta di pelle molto trendy. Che gli calzava a pennello, era perfetta sì, ma per il mese di aprile …
Quando organizziamo alcune gite nel Biellese o fuori zona, Check fa mille domande sul significato delle parole, tra le quali  ateo, agnostico, mito, accingersi. Insomma,  vocaboli non di così semplice spiegazione. E quando i termini diventano complicati delego mio fratello che ha fatto “Il Classico”. Lui si che ha una proprietà di linguaggio da fare impallidire. Scherzavo ovviamente …
E poi ogni tanto  Check si trasforma in filosofo e regala perle di saggezza. Ogni volta che succede me ne stupisco, forse perché ha solamente venti anni. Ma l’avere vissuto situazioni estreme lo ha reso più adulto.
Il mio amico fraterno maliano sempre più montanaro sta rinascendo a nuova vita. Questione di destini e volontà.  E percorsi: dove la strada non è più tutta a curve ed in salita, ma è anche rettilinea. Ed ogni tanto la discesa fa capolino.
Ed intanto lui, ricco di coraggio ed entusiasmo vuole proseguire. Senza fermarsi mai. Consapevole di ciò che ha vissuto e speranzoso per ciò che gli riserverà il futuro. Con il suo bel sorriso pieno che lo accompagnerà sempre.

Marta Coda Luchina

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