FESTE IN VILLA. TRAMITE PASSAPAROLA.

FESTE IN VILLA. TRAMITE PASSAPAROLA.

di Marta Coda Luchina. 

Non posso farci nulla, mi incuriosiscono gli appuntamenti con gli amici in luoghi nei quali non sai che cosa capiterà. E dove la sottoscritta ovviamente non indagherà per sapere qualcosa in più sull’incontro. Chiamatelo il fascino della sorpresa o l’eccitazione che sorge dallo stupore. Sensazioni sempre più difficili da provare oramai. E non siate maliziosi, perché già vi vedo con gli sguardi ammiccanti, l’occhio vivace ed il sorriso furbetto.
Mi preparo e per una volta non indosso i tacchi e gli amati leggings,  pensando si tratti di un appuntamento molto casual. E commetto un grosso errore, accidenti a me!
Guido la macchina e da sola mi dirigo in un paesino sopra Biella, che fra qualche mese sarà invaso dagli stranieri in occasione di una importante celebrazione religiosa. Immagino che ora avrete indovinato di quale si tratti.
L’atmosfera è gotica, con la pioggia che cade ed il buio che mi inghiotte man mano che salgo.
Ci sono due strade per giungere a destinazione ed io ovviamente percorro quella che ad un certo punto, causa maltempo di mesi passati, risulta chiusa.
E la mia mente svitata che cosa escogita per velocizzare il percorso? Di collegarsi, tramite smartphone, a google maps e vedere se c’è una strada alternativa ulteriore rispetto all’altra che già conosco. In effetti quella voce metallica fredda, che sbaglia tutti gli accenti e non sa pronunciare i numeri romani, mi indica Via Prealpi. Mi sembra di andare verso il nulla, tra oscurità, salite e cascine, ma alla fine riesco ad arrivare nel luogo tanto agognato…
Pago l’entrata (che comprende anche la consumazione), scrivo la mia email su un foglio per ricevere comunicazioni sui futuri eventi e scopro dalla amica di essere in super anticipo e soprattutto che avrei potuto vestirmi in un modo differente (sicuramente sarei stata più a mio agio indossando altri capi). Me ne dispiaccio un po’ e poi mi concentro sul luogo: una villa austera, atavica, con soprammobili di pregio, che mi affascina perché realmente datata e non frutto di artifici per farla apparire meno recente.
Le luci sono soffuse, i divanetti e le poltrone, che appartengono a tempi gloriosi, accolgono con calore gli ospiti, invitandoli a sedere, ma è ancora troppo presto per farlo (io non cederò comunque a quella elegante comodità). Appena entrata scorgo la zona cocktail, dove i drink prendono il nome dagli organizzatori della serata e gli ingredienti che li compongono rispettano totalmente anche il loro carattere.
Ma oltre a rimanere colpita dagli interni che mi rimandano ad epoche luminose, rimango affascinata dalla musica di tre artisti che si miscelano perfettamente: un percussionista, un sassofonista, un deejay. Le tre combinazioni producono un mix invogliante ed innovativo. Un connubio dove passato, presente e futuro si fondono con equilibrio ed arte e dettano il giusto ritmo all’avvenimento. Qualcuno la chiama acid jazz, qualcun altro deep house. Lascio che il dilemma venga risolto dagli esperti del settore.
L’amica mi accoglie con una mise di grande effetto: leggings  bianchi e blue, giacca blue, scarpe col tacco aperte, e per fortuna, rigorosamente senza calze. E mi spiega che la serata nasce dalla volontà di un gruppo di ragazzi di creare un evento di classe. Si rivolge a persone che vogliano assaporare atmosfere e luoghi  differenti, sensazioni nuove, in un ambiente di spessore, rilassante e con una musica trascinante e di grande impatto. E poi aggiunge un particolare originale che mi piace molto. Gli invitati arrivano tramite passaparola e non attraverso i social network. Si tratta di una scelta mirata e dettata dal desiderio di chi organizza di ricevere persone realmente interessate all’evento.
Mi presentano il padrone di casa, un giovane dai modi fini, e da lì capisci ulteriormente la scelta di rinunciare al web.
La musica è sempre più invitante ed io mi butto letteralmente (non conosco pacatezza quando ballo) nelle danze, per poi riemergerne molto più tardi. E per riposarmi sorseggio il drink “Carlotta”, dal sapore amabile e dal particolare retrogusto. Praticamente imperdibile, ma non vi svelerò gli ingredienti.  E così tra chiacchiere, danze  e soprattutto relax e pace in compagnia di persone nuove il tempo trascorre inesorabile. E la moderna cenerentola, #sifaperdire, ad un certo punto saluta tutti.
Il prossimo appuntamento posso dirlo? O preferite scoprirlo attraverso il passaparola?
Per una volta faccio uno strappo alla regola: è il 5 aprile, con inizio alle 21.
Ma non lo ripeterò più, quindi scrivetelo in una bella agenda, con una vecchia penna stilografica che si ricarica con la cartuccia, come ai tempi delle scuole medie. Almeno le mie…
Il paese dovreste averlo scoperto, la Villa speriamo anche.
In caso non ci foste ancora riusciti, chiedetelo in privato e ve lo svelerò!
Io ci sarò!!

Leave a reply

captcha
Required fields are marked (*)

TOP