FOTOGRAFIA DI MATRIMONIO, COME LA PENSO IO

FOTOGRAFIA DI MATRIMONIO, COME LA PENSO IO

Parlando con molte coppie di futuri sposi da tempo ho potuto constatare come tutti ormai chiedano il cosiddetto “reportage di matrimonio”.
Per spiegare come io intendo questo concetto mi piace partire da una frase di Henry Cartier-Bresson: “Il primo passo verso il raggiungimento della perfezione è ripartire dalle basi. Sentire un legame con la fotocamera, concentrarsi sul momento e ottenere lo scatto”.
E io sono ripartito dalle basi, ho scelto Fujifilm-X100s, una fotocamera stile Leica con ottica fissa (35mm – f/2) sen’altro meno appariscente delle reflex normalmente usate che non deve, però, trarre in inganno per le sue forme e dimensioni non convenzionali: è uno strumento per “palati fini”, pre intenditori che si fidano del professionista e ne apprezzano lo stile unico e originale.
“Jins”, un amico artista di Torino, mi ha regalato qualche tempo fa una piccola tela sulla quale aveva disegnato una pecora tutta sola che dice: “Sono uscita dal gregge!! (E non ci torno)”.
La stessa cosa ho voluto fare io. Penso che sia giunto il tempo di dare uno scossone ad un mondo che, nello specifico della mia professione, è il mondo della fotografia di oggi.
Fotocamera grande non significa grandi immagini… Non c’era anche la pubblicità di un  pennello impostata secondo questo concetto? Come possiamo vedere tutto ci riconduce ai concetti tradizionali, a quei concetti che potremmo quasi definire “antichi” tanto sono vecchi; e sono gli unici ad essere sempre attuali in quanto non legati alle mode.
La tecnologia ci viene in aiuto, certo, ma non dimentichiamoci mai che, come diceva il solito Cartier-Bresson: “E’ un’illusione che le foto si facciano con le macchine… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa! ”. Ricordiamoci sempre che, come egli stesso sosteneva, fotografia significa “Osservare dove gli altri sanno solo vedere! ”
Non tutti sono in grado di farlo.
E’ giusto quindi che chi lo sa fare lo faccia anche sapere.
Si tratta di professionalità. Quella professionalità che “paga” sempre, in qualsiasi campo.
Quella professionalità alla quale, dal 1992, io lavoro con una passione sempre più grande.

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