STEFANO CERETTI. IL SIGNIFICATO DELL’ARTE.

STEFANO CERETTI. IL SIGNIFICATO DELL’ARTE.

Orgogliosa. Orgogliosa di Stefano Ceretti,  fotografo instancabile e creativo che ha il grande pregio, quando è invitato a presentare alcuni suoi lavori ad una serata, di rendere quei momenti unici.
Non importa se l’evento si svolge a New York, Berlino, Londra, Cavaglià (in provincia di Biella), perché l’artista imprime all’avvenimento un marchio tutto suo, fatto di emozioni, sensazioni, tecnica, passione ed immenso entusiasmo. Prende per mano lo spettatore che si sente protetto, guidato e mai smarrito.
Uno dei segreti del proprio lavoro è renderlo comprensibile a tutti, spiegandolo con semplicità ed umiltà alle persone presenti. Solamente chi conosce a fondo il mestiere è in grado di divulgare la conoscenza con grande chiarezza. E Stefano Ceretti fa parte di questa categoria.
E le sue immagini proiettate, che avevo ammirato in più occasioni, ogni volta mi trasmettono emozioni nuove e mi trasportano in una realtà parallela che apre una finestra verso un sogno magico. Dai colori, suoni, profumi, sensazioni a prima vista irreali, ma invece più vere e concrete di quello che si immagini.
E gli spettatori che ne risultano rapiti iniziano a comprendere quale meccanismo animi le opere dell’impetuoso Stefano Ceretti.
Ogni artista vive un processo di metamorfosi, di crescita, che lo porta a percorrere sentieri inesplorati, a volte perigliosi, che lo mettono a confronto con se stesso ed il cammino intrapreso fino a quel momento. A volte il protagonista può risultare sballottato da tanti mutamenti, ma non riesce né vuole fermare un processo creativo. E Stefano Ceretti , “uomo in movimento”, come già lo descrissi, non sfugge a questo stato di cose. Sa che deve seguire il flusso delle sue emozioni, perché lui “vive” ogni secondo della sua vita di questi sentimenti,  e lasciarsi trasportare senza sosta dove lo condurrà. Neanche lui sa dove porterà tutto questo fermento, ma di una cosa è certo: non può, né vuole sfuggire a questa inarrestabile evoluzione. Puro e prezioso succo della vita, fiore delicato e raro che si manifesta solamente in coloro che lo sapranno riconoscere ed apprezzare. Mai rinunciare al proprio essere,  alle proprie aspirazioni, anche se può risultare molto faticoso e complicato. Vivere con avidità l’essenza della vita senza accontentarsi mai, protesi verso un infinito che è non è niente altro che un percorso eterno. Al quale tutti noi aspiriamo. E da cui non dobbiamo sfuggire. Un giorno il destino ineluttabile busserà anche alla nostra porta. E noi dovremo essere pronti a seguirne le orme appena tracciate sulla nuda terra.
Come i fili invisibili di Krzysztof Kieslowski: compiono lunghi giri prima di unirsi in modo indissolubile ed imprescindibile.

Marta Coda Luchina

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