TRACKLIST THE SERIES. TOMASO E LUCA SI RACCONTANO.

TRACKLIST THE SERIES. TOMASO E LUCA SI RACCONTANO.

Tutto inizia con un gioco.
E procede con questo filo conduttore per tutto il corso dell’intervista.
Luca Gaddini, regista (ma anche attore con un personaggio “ai confini della realtà”) di Tracklist The series, la serie sul web visibile su Youtube giunta alla sua seconda stagione, (la quarta puntata questa settimana) ed il protagonista principale Tomaso (mi raccomando, con una sola m) Sartori, si prestano perfettamente ad un dialogo divertente, ludico ed allo stesso tempo profondo. Luca appare più serio ed  “ordinato” di Tomaso, che nella commedia sul web è stralunato, svampito ed ha una tenerezza tutta sua che ti fa parteggiare per lui nella fiction. Nella realtà il giovane attore è scanzonato, ha la leggerezza di un ventenne (è del 1991), ma mostra anche una certa lucidità. Alla fine è vero tutto ed il contrario di tutto. In puro stile pirandelliano “Così è se vi pare”.
E così lasciamo che sia  Sartori a descrivere il regista. E lo fa ovviamente con ironia: «Luca? E’ un cretino! Ma per me questo è un concetto positivo – commenta ridendo l’attore – In realtà con lui puoi scherzare ed è molto flessibile. E’ un gran lavoratore e noi due, nonostante la differenza di età, (Gaddini è del 1984) ci assembliamo totalmente. Siamo vulcanici e quando iniziamo a macinare delle nuove idee non ci fermiamo più… Per fortuna lo sceneggiatore Paolo Vizzari riesce in qualche modo ad arginarci».
E cosa ne pensa invece Gaddini del protagonista della serie? «E’ un insieme di creatività ed anarchia. Lo potrei definire un ragazzo normale di talento». Sono tutti e due di Biella e sono amici da sempre. E pensare che entrambi abitavano poco tempo fa in via Po a Torino (Gaddini risiede ancora lì) ad un numero civico di differenza, ma non si sono mai incontrati e si sono ritrovati di nuovo per caso nella loro città di origine qualche anno fa. Attualmente Gaddini vive e lavora a Torino e lo stesso vale per Sartori, che frequenta il IV anno di Laurea in Scienze Internazionali. Ed è proprio questa città, con la vita che ruota attorno a Tomaso e ad alcuni amici alle prese con il mondo universitario a Palazzo Nuovo, ad essere al centro del set e plot di questa serie sul web. «Ma potremmo spostarci di location – dichiara enigmaticamente Gaddini».
Luca e Tomaso decidono così di intraprendere un nuovo percorso, fatto di creatività e sperimentazione. Sono spinti da sana follia, quella che ti permette di raggiungere alte vette, perché alla spericolatezza di Sartori si aggiunge anche l’elemento della professionalità di Gaddini, master in Cinematografia a Genova, laurea al Dams di Torino e la consapevolezza che il web nel tempo sarebbe stato la destinazione finale per ogni genere, dal cortometraggio ai film.
«Alcuni anni fa, durante un viaggio a Londra – commenta il regista – ho visto che le serie sul web esistevano già e pian piano ha preso forma un’idea di sviluppare un progetto di questo tipo anche in Italia. Ho scelto Tomaso perché lui viveva già questa esperienza da studente».
Ma Sartori come si è mosso in questo nuovo mondo? Lui, che non conosce timidezza, si è buttato a capofitto e con entusiasmo in questa avventura: «Avevo frequentato due anni di teatro e questa disciplina soprattutto, con la fisicità che la caratterizza, e poi quella del cinema, mi hanno sempre affascinato. Avevo voglia di fare una esperienza nuova e conoscere un meccanismo che si muove con tempi completamente diversi».
Il regista spiega tecnicamente, con un pizzico di imbarazzo, per paura di essere frainteso, a chi si sia ispirato per la serie: «Abbiamo cercato di mantenere come stile una certa simmetria prendendo spunto da Kubrick,  mentre per la comicità abbiamo seguito Ramis. Per quello che riguarda la storia è come se fosse un film unico, dove ogni personaggio ha una evoluzione ed un percorso e l’intreccio che ne deriva crea una unica traklist. Di certo ci siamo impegnati nel dare ritmo alle riprese».
Nella prima serie c’era “troppa carne al fuoco”, unita al tentativo di mostrare qualcosa di nuovo, e questo affanno aveva reso il prodotto un po’sconclusionato e pasticciato. La seconda stagione, più lineare ed ordinata nel suo dispiegarsi, risulta perciò di maggiore impatto e forza: «Sono contento che siano evidenti questi cambiamenti – comunica il regista –  ed il nostro desiderio di crescere e migliorare ogni giorno».
Gli ideatori della webserie hanno fatto un autentico miracolo per il discorso budget: «Tutto il materiale utilizzato – commenta Gaddini – era già a nostra disposizione. Quindi è vero che non abbiamo sostenuto delle spese, se non si considera il tempo impiegato in questi mesi…».
E’ quindi necessario un budget per proseguire?
«Ora vogliamo vedere i risultati della seconda serie e poi valuteremo se continuare la nostra avventura oppure no. Senza soldi diventa comunque difficile procedere con professionalità ed infatti stiamo cercando degli sponsor che appoggino il nostro progetto».
E no money no spin off: «Molti personaggi lo meriterebbero e stiamo valutando questa possibilità se troveremo degli sponsor…».
Accompagniamo i due ragazzi verso Palazzo Nuovo, dove salutiamo Gaddini, mentre Sartori prosegue su via Po. E quel brutto edificio, costruito negli anni ’60, che si staglia imponente e minaccioso a pochi metri, teatro delle mie avventure/disavventure universitarie dei tempi, ora, alla luce delle atmosfere create dalla webserie mi è un po’ meno antipatico…
Che ne sarà di Tracklist? “Saranno famosi” come recita la serie Usa negli anni ’80.
O forse lo stanno già diventando ogni minuto che passa, a forza di click sul web!
Stay tuned!

Marta Coda Luchina

2 comments

  1. Luca Gaddini 9 febbraio 2015 at 11:18

    Grazie per l’articolo!! è davvero divertente ed esaustivo allo stesso tempo.
    A tratti sembriamo addirittura persone serie!
    Questo è il nostro canale di Youtube se voleste vedere il frutto di tanto lavoro!
    https://www.youtube.com/watchthetracklist

    • Stefano Ceretti 9 febbraio 2015 at 22:58

      Grazie a te Luca ed a Tomaso!
      In realtà siete persone serie, quando e’ necessario che sia così! !
      Giocare ci mantiene bambini, come il fanciullino del Pascoli che si emoziona anche per le piccole cose.
      Ed e’ bellissimo che voi non abbiate perso questa caratteristica che fa sognare e rende le persone migliori.
      grazie per l’info sul canale di youtube.
      ed a prestissimo!!
      Marta Coda Luchina

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