BIELLA RUNNING. UNA FANTASTICA CREATURA IN EVOLUZIONE.

BIELLA RUNNING. UNA FANTASTICA CREATURA IN EVOLUZIONE.

di Marta Coda Luchina.

Devo proprio assecondare l’istinto. Seguire le passioni. Lasciarmi andare alle emozioni e farmi trascinare dalla corrente che mi avvolgerà nel suo impeto. Senza sapere dove mi porterà questo nuovo sviluppo. Se in acque perigliose ed agitate, o se in porti sicuri e lontani dalle intemperie.
E così non ho saputo resistere all’invito di un socializer (vedi altro post sul blog dedicato a questo gruppo) che mi voleva fare conoscere Biella Running, una società, come recita un social network, “Targata passione corsa”.
Battiato avrebbe cantato “…e gira tutto intorno alla stanza mentre si danza danza” in questo caso invece “e gira tutto intorno allo stadio …mentre si corre…”
E così eccomi allo stadio di Biella, ritrovo e casa dei podisti della società in pausa pranzo alcuni giorni della settimana, io runner self-made, curiosa di avvicinarmi a questo mondo che cercavo da tempo. Questione di destini, momenti e strane coincidenze.
E dopo avere corso in gruppo piacevolmente sono pronta ad incontrare i due creatori del Biella Running, Paolo Vialardi ed Alberto Monticone. Ma chi sono i due protagonisti?
Uno scriveleparoletutteattaccate e quando chiacchiera non si ferma più. L’altro è più pacato e compensa la “sana irruenza” dell’amico. Quello esuberante è Paolo Vialardi, una vita di corsa (30 anni senza fermarsi mai!), con la partecipazione ai campionati italiani più volte dietro ai grandi campioni come Stefano Baldini. A 18 anni il cronometro per lui si ferma ad 1,54 sugli 800 metri, mentre per i 1000 metri si stoppa ai 2,31. Una passione smisurata, irrefrenabile per questo sport. Quella che ti fa alzare la mattina con il pensiero in testa che poi arriva quel momento: agognato, voluto e sognato, come l’appuntamento con la donna dei tuoi sogni, quella che hai sempre voluto accanto a te. E sei emozionato, agitato, hai paura di commettere errori,  ma alla fine va tutto bene.  Chi ha nel proprio Dna la corsa non può farne a meno, come un vizio bello o un bel vizio, al quale non sai, né vuoi dire di no.
Il secondo è Alberto Monticone, altro super sportivo, nato sciatore ed ancora in attività, che ha gareggiato nella Coppa del Mondo del  KL (chilometro lanciato) per vari anni, è diventato prima allenatore della Nazionale ed ora ne ricopre il ruolo di Direttore Tecnico. E dal 2003 al 2015 ha vinto 10 Coppe del  Mondo.
Poi ha iniziato a correre in montagna ed in seguito è approdato allo stadio di Biella.
Nel 2010 è scoccata una scintilla, una amicizia tra Paolo ed Alberto, fatta a volte di gesti, sguardi, poche parole, dove “il gatto e la volpe” (stabilite voi i ruoli) si intendono ancora oggi a meraviglia.
E poi mi raccontano di una meravigliosa scommessa tra di loro nel 2011: Monticone sfida l’amico a partecipare alla Biella-Camino, Vialardi controbatte e lo invita a correre la Maratona di Firenze. Entrambi portano a termine le reciproche sfide.
Ed inizia ad insinuarsi nei due l’idea di creare una società fuori dagli schemi, innovativa per i runners, che a gennaio 2012 vede la sua nascita ufficiale.
L’obiettivo iniziale è quello di formare un gruppo di amici che corra insieme con poche e semplici regole: nessuna sede formale, riunioni affrontate mentre si corre e libertà totale quando ci si esprime in questo sport. Il primo anno i membri sono 24, ora sono circa un centinaio, ma molti più atleti ruotano attorno al Biella Running.
Poi  tra marzo ed aprile 2013 Vialardi ha una magnifica idea: «Vedevo tanta gente in giro che si allenava per proprio conto e quindi ho pensato di creare un progetto per farli correre tutti insieme. Nel volantino studiato ad hoc ho chiesto ai podisti se volessero partecipare ad una maratona. E’ stata una grande soddisfazione trovare tantissimi messaggi sulla mia posta elettronica di gente interessata alla proposta». Lo stesso Vialardi  ha poi fornito ai runners una specifica tabella di marcia da seguire per arrivare pronti all’appuntamento:  «Per essere sicuro di non commettere errori  ho chiesto consiglio ad Andrea Bello e Clelia Zola, anche tecnici di Biella Running, ma soprattutto tra i migliori tecnici italiani in circolazione, perché per gareggiare nella maratona per 12 settimane devi stravolgere la tua vita».
La società, col passare del tempo, è diventata sempre più conosciuta: «Ospitiamo nei nostri allenamenti chi non è tesserato e vuole correre per conoscere i nostri metodi, o anche atleti provenienti da altre società, e così Biella Running è anche Biella Running & Friends. Io consiglio gli atleti, preparo tabelle di marcia e metto la mia passione al servizio delle altre persone. Settimanalmente scrivo a circa 300 persone che sono all’interno della mia mailing list e ci sono coloro che ci leggono e basta, quelli che si uniscono a noi per rimanere in forma ed altri ancora che vogliono ottenere dei risultati rilevanti. Biella Running è un modo di essere, di pensare a proposito della corsa».
Ed all’interno della società sono nati dei piccoli team , che si sfidano, si divertono e magari a volte escono insieme: «C’è il Team Marutti, che è quello che si impegna nelle corse serie, si allena e prepara molto duramente. Se vuoi conoscere i tuoi limiti devi farne parte. Poi c’è il Team Bella Running, composto da donne di fascino, determinate e simpatiche,  il Team Caporetto dove si scherza e si ride e non ci si preoccupa dei risultati ed altri ancora».
Come conferma Monticone, «Paolo ha un rapporto speciale con tutte le persone e le coccola e questo è al di là dei risultati che ognuna di loro ottiene. E’ lui la vera anima del Biella Running».
Oltre agli appuntamenti in settimana, c’è  anche quello del sabato mattina, imperdibile, in un luogo che non vi svelerò. Io ci sono stata ed ho visto 40-50 atleti entusiasti e pronti ad iniziare. «Sono storie di vita che si intrecciano. Ognuno di noi se arriva il sabato mattina in quel piazzale – commenta convinto Vialardi – lo fa con la propria storia, con il pezzo che deve e vuole ritagliarsi, con i propri sogni e speranze. Presentarsi lì spesso vale molto di più dei km stessi che verranno percorsi. E’ per questo che chi si reca in questo luogo ogni “stramaledetto” sabato è un Top runner».
Prima di dare il via “alle danze” i podisti, appassionati, disponibili, aperti verso i nuovi arrivati (come la sottoscritta) si mettono piacevolmente sull’attenti quando Paolo Vialardi, in fase coaching (tecnica e mentale) molto professionale, assegna i compiti da svolgere per quella mattina.
Alla partenza del giro vedo Paolo alla guida del gruppo nella versione positiva del Pifferaio di Hamelin, dietro di lui tutti i bambini incantati e rapiti pronti a seguire il loro maestro. Io da ultima e sempre più lontana, avrei voluto fare parte di quell’insieme…
Ma Verrà un giorno… avrebbe detto qualcuno in un notissimo libro, che sicuramente conoscete…

 

Leave a reply

captcha
Required fields are marked (*)

TOP